Contributi e agevolazioni
L'importanza della salvaguardia e della valorizzazione del patrimonio culturale, al quale deve essere riconosciuto - a prescindere dall'appartenenza dei beni al privato o allo Stato ed enti pubblici - un interesse per la collettività, ha determinato il riconoscimento di particolari benefici fiscali sia a favore di coloro che sono tenuti direttamente alla manutenzione, protezione o restauro dei beni medesimi, sia a favore di coloro che - indirettamente - forniscono le risorse economiche necessarie. Il Codice dei beni culturali, all'articolo 1, comma 5, prevede espressamente che i privati proprietari o detentori di beni appartenenti al patrimonio culturale sono tenuti a garantirne la conservazione. L'articolo 32 del Codice medesimo, prevede espressamente che i proprietari sono obbligati ad effettuare gli interventi necessari per assicurare la conservazione dei beni culturali o provvedervi direttamente. Il riconoscimento di contributi e di agevolazioni fiscali ai proprietari dei beni di interesse storico ed artistico costituisce, pertanto, un forte strumento a sostegno della conservazione di tali beni.
La moderna disciplina relativa alla tutela del patrimonio culturale, non contempla soltanto degli oneri, infatti, a fronte della notevole incidenza delle spese necessarie per effettuare gli interventi (spesso, come visto, a carattere obbligatorio), lo Stato contribuisce con una serie di misure che possono essere definite di promozione diretta (sostegno finanziario) e/o di promozione indiretta (agevolazioni fiscali), atte a favorire la tutela dei beni culturali.
Per quanto attiene la concessione di contributi il codice dei Beni Culturali sancisce, infatti, che Il Ministero ha la facoltà di concorrere alla spesa sostenuta dal proprietario, possessore o detentore del bene culturale per l'esecuzione degli interventi previsti dall'articolo 31, comma 1 (interventi di restauro e interventi conservativi volontari), per un ammontare non superiore alla metà della stessa. Se gli interventi sono di particolare rilevanza o riguardano beni in uso o godimento pubblico, il Ministero può concorrere alla spesa fino al suo intero ammontare (art. 35 comma 1). È utile ricordare che la normativa in tale ambito si riferisce a beni mobili e immobili per i quali sussiste una dichiarazione dell'interesse culturale, cioè vincolati, e che il procedimento per la richiesta del contributo è strettamente legato all'autorizzazione ai lavori da parte del Soprintendente. La domanda di ammissibilità ai contributi dovrà quindi essere presentata dagli interessati congiuntamente alla richiesta di approvazione dei lavori. In ogni caso la domanda è da presentarsi prima dell'inizio dei lavori stessi.
Per quanto attiene, nello specifico, la concessione di contributi in conto interessi, il Ministero può concedere contributi in conto interessi sui mutui accordati da istituti di credito ai proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo di beni culturali per la realizzazione degli interventi conservativi autorizzati (art. 37 comma 1).
Relativamente alle agevolazioni fiscali (promozione indiretta) Lo stato ha creato una serie di agevolazioni fiscali in fatto di tutela dei beni culturali che prevedo varie tipologie di benefici fiscali a favore dei proprietari. L'Amministrazione rilascia le certificazioni utili al conseguimento dei benefici fiscali previsti dalla normativa vigente in materia, in particolare per lavori di restauro eseguiti su beni sottoposti a tutela.
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